Amor non conosciuto.
Quadro mistico su testo di Enzo Siciliano,
dal Memoriale della Beat’Angela
da Foligno

silvia colasanti - amor non conosciuto

organico: voce recitante maschile, soprano, quartetto d’archi, percussioni
durata: 35’
prima esecuzione: Foligno, Sagra Musicale Umbra – Auditorio S. Domenico – 20 settembre 2006
Gianni De Feo, Claudia Farneti, Quartetto Bernini, Antonio Caggiano, dir. Erasmo Gaudiomonte
note: commissione Sagra Musicale Umbra
Ed. Casa Ricordi – Universal Music Publishing (Milano)
presentazione:
La via della Croce.
Sulla vita di Angela da Foligno si hanno poche notizie certe.
Nata intorno alla metà del XIII secolo, visse nella sua città natale con i familiari e, alla loro morte intorno al 1285, si convertì a una vita di castità e penitenza, dedicandosi completamente a Dio.
Il percorso spirituale di Angela è stato raccontato da un frate francescano, Arnaldo, attraverso un Memoriale. Questo testo testimonia le esperienze mistiche, ma anche tormento e meraviglia di una donna che ricevette la grazia di vivere
un’esperienza eccezionale di Dio.

La prima trasformazione di Angela rappresenta la parte ascetica della sua esperienza e va dalla conversione al viaggio ad Assisi nel 1291.

La via dell’amore.
Eventi straordinari, come la visione di Cristo crocifisso, che la invita a bere il suo sangue purificatore, segnano il suo cammino e si arricchiscono successivamente di un’ulteriore esperienza mistica, la via dell’amore,
ossia l’introduzione nel primo grado di vita mistica del desiderio di “trasformare se stessa fino a possedere le proprietà dell’Amato”.
Una terribile e indescrivibile sofferenza fisica e spirituale si protrae per due anni, a partire dal 1294. Nella notte dello spirito, Angela oppone
un’aspra penitenza ai demoni del corpo.
La radicale purificazione le permette così di accedere alla Trinità e alla contemplazione del Bene Supremo.

La drammaturgia
Dal Memoriale, Enzo Siciliano ha tratto un testo drammaturgico che concentra il percorso spirituale della Beata, durato sei anni, nel rapporto tra quattro figure fondamentali per Angela.

il severo Confessore, con la sua posizione intransigente nei confronti della singolare spiritualità di Angela, il quale invita Arnaldo a non scrivere più le parole della Beata; Frate Arnaldo, che attraverso la scrittura vive per riflesso le inquietudini e i tormenti della Beata;
Pietro Crisci, determinato nella sua scelta di povertà precedentemente ad Angela (e da lei deriso) e quindi capace di comprendere
“empaticamente” l’esperienza mistica della Beata; il Novizio, giovane al quale Arnaldo lascia il compito di continuare a trascrivere le parole
di Angela dopo la propria morte.

La partitura di Silvia Colasanti affronta il testo attribuendo a un’unica voce recitante i quattro ruoli, mentre un quartetto d’archi e le percussioni
sottolineano e interpretano i diversi caratteri dei personaggi in un percorso musicale al tempo stesso unitario e dialettico.
Dalle perentorie, secche e brevi frasi del Confessore, ai rapidi versi in cui l’inquieto Arnaldo esprime i propri pensieri, dall’astratto lirismo delle visioni di Angela, alla prosa dei ricordi del Novizio: la fluidità dei passaggi da un carattere all’altro suggeriscono alla musica e al canto l’appropriata
duttilità di stili, che esalta il senso angoscioso e visionario della scena. L’impulso di avvio è dato dal monologo della mistica, quasi un “preludio”
all’opera: ora sullo sfondo, ora in primo piano un soprano interpreta la figura di Angela, che recita o accenna con la voce i suoi pensieri e comincia
a esprimersi con un canto spiegato solo quando giunge a compimento del proprio percorso spirituale. Alla fine, quando il Novizio parla della morte di Angela, di lei resterà solo un lontano vocalizzo, che andrà a inserirsi nelle pieghe degli strumenti in un corale immobile e sospeso,
eco del timore della morte.

(Roberta Milanaccio) per gentile concessione di Ed. Casa Ricordi - Universal Music Publishing Ricordi S.r.l.