Canto rosso

organico: violino, violoncello, pianoforte
durata: 12’
prima esecuzione:Pinerolo - 31 marzo 2007
Trio Debussy (con partitura video di Paolo Pasquini)
note: commissione del Trio Debussy
Presentazione: La sinestesia è stata, come testimonia la radice greca del termine, una fatale attrazione della cultura occidentale sin dai primi fondamentali passi della nostra civiltà.
Canto Rosso di Silvia Colasanti entra, last but
not least, in quella lunga scia di tentativi operati
da entrambi i versanti (musicali e figurativi)
per porre in essere, il più efficacemente possibile, tale processo sensoriale. Simbioticamente legato all’omonima opera di Mauro Raiola, Canto Rosso non è mai sfiorato dalla tentazione puramente descrittiva, evitando di scivolare facilmente
nel più scontato genere della musica
a programma. In questo caso, invece, siamo all’impegnativa ricerca dell’effetto sinestetico puro, all’attuazione di un’esperienza psichica (Kandiskij docet) di ordine musicale-uditivo.
La nota RE, quale elemento sonoro ricorrente
e coagulante, ci riporta inevitabilmente alla teoria degli affetti che tanta parte ha avuto nello svolgersi della musica europea sin dal Rinascimento.
La nota Re, legata all’ethos militare nella sua accezione modale maggiore o a quello tenebroso degli inferi nell’accezione modale minore,
qui aleggia con tale immanente insistenza onde costringere l’artista romano ad intingere
nel sangue il proprio pennello.

Paolo Tarallo