Grido velato

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instrumentation: va and orchestra (2.2.2.2. / 2.2.0.0. / perc. (= 1 esec), strings)
duration: 10’
world premiere: Parco della Musica,
Roma 18 March 2007
Orchestra Regionale del Lazio,
cond. Lior Shambadal
Presentation: «La collocazione della musica
della Colasanti si dispone su due linee fertili
della ricerca linguistico-musicale odierna:
la sintesi delle esperienze più avanzate nel campo della composizione eurocolta, e la tendenza alla narrazione attraverso la vicenda delle figure sonore. C’è insomma un tentativo di fare della tradizionale “musica assoluta” un “teatro senza scena”, ma pronto a sconfinare nel dominio scenico: esperienza che la Colasanti ha fatto finora solo embrionalmente con Amor
non conosciuto, un melologo su testo di Enzo Siciliano. Grido Velato mette a frutto l’orchestra classica con i fiati a due, dividendo l’organico
in due parti uguali, e disposte sul palco in maniera simmetrica e speculare.
La disposizione è finalizzata ad ottenere effetti
di rifrazione acustica, grazie all’utilizzo
delle medesime figure (a volte sincrone,
a volte leggermente desincronizzate)
nelle due metà dell’organico: la viola può così essere il punto di sintesi della vicenda sonora, insieme alla sua “ombra” costituita
dalle percussioni (l’unico altro strumento
che non ha un “doppio”. Così presenta il brano l’autrice: «Lirismo visionario, colori irreali, contrastanti, contorni ora dissolti ora ben marcati: sono alcune forme del ‘grido’ (di rabbia, d’angoscia, d’amore) col quale la voce della viola vorrebbe esplodere. Un grido che si rifrange nell’orchestra, spazializzata in due gruppi speculari, che a tratti riverbera il canto del solista, a tratti ne amplifica l’energia. Ma a volte il grido rimane sordo, velato: non può essere avvertito dagli altri, ma può rappresentare solo un modo
per guardare più profondamente dentro di sé.»

Alessandro Mastropietro